Caso Gizzi, decisivi i risultati del Dna. Volontari sotto shock: ‘Incredibile, siamo passati più volte in quel posto’

27/08/2014 - Saranno i risultati dell’esame del Dna, attesi nei prossimi giorni, a fare luce sul caso Gizzi, tornato prepotentemente alla ribalta dopo il ritrovamento di un cadavere sotto un viadotto, alle porte di Vasto.

Sono tanti gli elementi che fanno pensare che possa trattarsi proprio di Eleonora: dai vestiti alle caratteristiche fisiche, per non parlare del luogo del ritrovamento, che si trova a pochi metri dal punto in cui la 34enne è stata vista l’ultima volta, lo scorso 28 marzo. Pare inoltre che il cadavere fosse in quella posizione da circa sei mesi, e quindi anche i tempi coinciderebbero con la sparizione di Eleonora.

Chi non sembra avere più alcun dubbio è il padre della ragazza, Italo Gizzi, che nella giornata di ieri ha più volte ribadito di essere sicuro che quel corpo appartenga proprio alla figlia scomparsa. Gizzi inoltre si è detto profondamente colpito dal fatto che quei resti si trovassero proprio in una zona controllata a più riprese dalle squadre di volontari.

“E’ inspiegabile – affermano alcuni volontari impegnati nei mesi scorsi nelle ricerche -,  abbiamo pattugliato notte e giorno quel posto, per non parlare del fatto che sono stati utilizzati anche i cani molecolari…” Eppure la donna ritrovata ieri era proprio lì, nascosta dietro un pilone, rannicchiata su un pezzo di cartone dove ha trascorso le ultime ore della sua vita.

Come detto, però, saranno solo i rilievi autoptici e l’esame del Dna a sciogliere gli ultimi dubbi. All’indomani del ritrovamento del corpo sotto il cavalcavia, Italo Gizzi e la moglie Grazia sono stati sottoposti al prelievo di saliva all’Ospedale di Chieti. Dalla sostanza i tecnici estrarranno il Dna, che verrà poi comparato con quello ottenuto da una ciocca di capelli del corpo senza vita. Obiettivo degli inquirenti è di arrivare a identificare in tempi brevi il cadavere, attraverso procedure di misurazione della compatibilità del Dna.

Tempi più lunghi invece per l’autopsia, affidata al dott. Cristian D’Ovidio (foto). Nessun commento infine è giunto dal magistrato incaricato di seguire il caso, Giuseppe Bellelli: anche lui, prima di procedere, aspetta notizie dall’Ospedale di Chieti.





Questo è un articolo pubblicato il 27-08-2014 alle 20:54 sul giornale del 28 agosto 2014 - 817 letture

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